PER AMORE DI YVAN,PER AMORE DELLA POESIA

YVAN

Ci sono incontri che possono cambiare la vita. Questo,per me, è avvenuto con il poeta Yvan Goll; o meglio,dovrei dire, con la raccolta delle sue poesie “Erba di Sogno”

Tutta la mia ricerca artistica è incentrata sul Segno,sulla Parola,sulla Poesia;

una passione che mi accompagna dall’infanzia,quando,fin d’allora,m’incantavo a fantasticare attorno alla scoperta di una parola nuova. Avevo una scatola di legno,in cui,dopo aver ritagliato le parole,dai giornali,deponevo i miei “”tesori”. Era la mia collezione segreta.

Ho vissuto con dolore l’esperienza della malattia di mia madre,colpita dalla S.L.A.,allorchè giorno dopo giorno,ho assistito alla perdita della sua capacità di parlare.

Lei,che mi aveva iniziata ai libri,che me li aveva fatti amare attraverso le sue letture ad alta voce; lei,proprio lei,non poteva più proferir parola.

Era il 1976 e,per i malati di S.L.A.,non c’era nessun sostegno,non c’erano neppure computers che li aiutassero a comunicare,come invece accade ora.

Una sera,in cui ero più scoraggiata del solito,entrai in una delle mie librerie preferite,cercando una biografia di Man Ray ,su cui dovevo preparare una ricerca.

ll volume non c’era e, delusa ,stavo uscendo,quando la mia attenzione fu attratta da una fascetta arancione che avvolgeva un libro. Sulla fascetta era scritto: “Ora vicino alla morte,credo di essere arrivato davanti al mistero della parola,nelle poesie””Erba di Sogno”

Fu un colpo al cuore. Mi sembrò quel libro fosse lì per me… mai avevo provato una sensazione con tale certezza! Tornata a casa,m’ immersi in quei versi,come in uno stato di esaltazione.

Mi sembravano chiari,trasparenti. Li potevo penetrare…mi sembrò di vivere un’esperienza da veggente.

Yvan Goll,scrisse quei versi,durante il periodo della malattia che lo aveva colpito: la Leucemia. Era consapevole della propria fine e,si comportò davanti alla malattia,da poeta quale era:usando la sola arma ,per lui disponibile: la parola. Come arma e, anche come farmaco,perchè queste poesie,sono scritte nella lingua della sua infanzia.

Un ritorno alla terra natale,quasi un ritorno al buio del grembo, che prepara alla luce. Questi sono momenti, in cui la parola agisce come un talismano,in grado di trasformare la vita, traghettandola verso la morte. Yvan penetrò il proprio mistero e,le sue parole,erano l’oggetto di quella metamorfosi:erano un viaggio nella materia.

Yvan moriva “vivendo” la propria morte ,sperimentando l’alchimia della parola.

Volevo trasformare quei versi usando la tecnica dell’acquaforte,che meglio di ogni altra tecnica artistica è in grado di avvicinarsi all’esperienza alchemica.

Ho cominciato,così a lavorare sulle mie lastre ,assimilando quelle parole,riducendole in segni che si frantumavano e raccogliendo quei segni che si “schiudevano”, come fili d’erba misteriosi,aprendo varchi nella materia: dal buio,verso bagliori appena percepiti.

Erba di Sogno”,l’erba dei poeti. Nei suoi versi Yvan scopriva il miracolo della creazione,intraprendendo un viaggio di ritorno,attraverso la propria poesia .

Dalla Materia alla Luce. Una resurrezione. Leggevo e rileggevo quei versi,sino a tarda notte ,chiusa nel mio piccolissimo studio di Milano, in via Lagrange al 13,sui Navigli,mentre la mia mente,correva per le strade della Francia. Le stesse strade che Yvan e Claire avevano percorso insieme,in quel viaggio da Parigi a Strasburgo e da Strasburgo a Parigi,dove Yvan aveva deciso di voler morire.

Mia madre nel frattempo era mancata e io,avevo lavorato di notte,per mesi,in solitudine. Vedevo Goll,nel suo letto d’ospedalea Strasburgo e cercavo d’immaginare quello che provava,quello che ascoltava,vedeva…come la Chiesetta intravista ,tra le cime degli alberi,che poteva osservare dalla finestra della sua stanza…vedevo Claire,le visite dei suoi amici. Non ero mai stata a Strasburgo e benchè mi proponessi di farlo,vi era sempre qualche impedimento,che mi faceva procrastinare il viaggio. Terminata la lavorazione delle lastre e,stampate le copie,chiusi il libro di poesie di Yvan e la cartella che conteneva le stampe,col proposito di conservarle solo per me come mio patrimonio personale.

Dopo mesi,però,una sera, ricevetti una telefonata da un’amica che lavorava all’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Heidelberg e ,che conosceva tutto della mia appassionante avventura,in cui mi proponeva una mostra nelle Sale del Municipio del Comune di Zwingenberg. Accettai. Trascorse qualche anno prima di esporre di nuovo la mostra in una galleria Milanese. Cercavo incessantemente notizie che mi parlassero ampiamente di Yvan Goll e sua moglie Claire,ma le notizie erano poche e frammentarie,persino al Centre Culturel Francais di Milano. Ogni tanto ,mi capitava di parlare ,con qualche amico di Yvan poeta e del suo impegno come pacifista e, fu così ,che qualcuno mi segnalò ad un critico che aveva rapporti con Strasburgo. Il critico,mi fissò un appuntamento,vide le mie opere,gli piacquero e gli piacque anche l’idea di presentare un poeta che fosse stato impegnato ,in Europa,come pacifista. Fu così che si fece promotore per farmi esporre al Parlamento Europeo di Strasburgo e prendere contatti col Sindaco della città. La mostra si fece nel novembre del 1998.,con il titolo “Erba di Sogno,Erba di Pace”. Non mi sembrava vero,vedere le mie opere, incise nelle lunghe notti nel mio studio sul Naviglio,esposte sotto lo sguardo di tanta gente…e dei critici che erano stati invitati per l’occasione,tra cui Arturo Schwartz,che mi fece una dedica colma di ammirazione. Nei giorni che seguirono, feci un pellegrinaggio sui luoghi dove Yvan aveva vissuto e tornai a Milano “camminando sulle nuvole”. Mi avevano da poco regalato un computer e, appena istallato”ricordo,che la prima voce che cercai fu Yvan Goll.

Così appresi della Fondazione,del Museo, del Club Yvan Goll.

Mi misi subito in contatto con Albert Ronsin e andai a trovarlo a Saint-Diè-des-Vosges. Visitai il Museo e mi commossi quando vidi la ricostruzione della stanza, coi mobili che avevano arredato l’appartamento di Yvan e Claire a Parigi. Un altro mondo si schiudeva davanti ai miei occhi:quello del tempo della vita !

L’anno successivo,esposi nelle Sale del Comune di Strasburgo le acqueforti dedicate alle poesie della morte e un ciclo di opere ,su carta,dedicate all’amore. Volevo che la morte e la vita si fronteggiassero. Invitai Albert Ronsin insieme alla sua deliziosa moglie Nadine che faceva parte del Club Yvan Goll e il gruppo si esibì,deliziando il pubblico. Ora il viaggio delle mie opere si è concluso a

Saint-Diè -des-Vosges,dove sono conservate. E’ la chiusura del cerchio. Goll “Il poeta dei 5 Continenti” è tornato a casa;non i suoi versi,però, che continueranno a viaggiare nei nostri cuori. Yvan ha scritto:”…ricordate,quella stampa giapponese di Hokusai,intitolata “Il Poeta ebbro”,che

ritrae un poeta ,talmente ebbro della sua poesia da gettare tutti i fogli al vento? Ebbene,quel poeta ebbro sono io,che la morte attende davanti alla porta. Goll,ha lanciato i suoi fogli al vento e,nell’aria,volano ancora. Chi sa vedere, li può raccogliere. 

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