ALOUETTE “Un mondo di segni,un mondo di parole”

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Cantando controvento” Un Libro d’Artista di Laura Pitscheider (2007)

Aluette, è prigioniera in Un Bosco di Carta, ma sogna di volare. Alouette è solo  un grammo di colore, ma vuole cantare……E canta. Canta il suo canto di carta, e riempie il mondo intero, perché Alouette, è un poeta. Nel suo nido, ci sono solo parole: “uova feconde che si schiuderanno”, e le parole si “solleveranno”, per alleviare il dolore provocato da tante guerre.

Come dice  Tahar Ben Jelluon,”……ogni Guerra lascia dietro se’ dei resti….E il mondo,la coscienza del Mondo ha già posato gli occhi altrove. E’ cosa di routine…….Una volta che si è stesa una coperta di sabbia e di cenere su migliaia di corpi anonimi, si coltiva l’oblio. E’ allora che la poesia si solleva. Per necessità. Diventa parola urgente nel disordine in cui la dignità dell’ essere viene calpestata. Ma le parole diventano pallide quando la ferita è profonda, quando il caos programmato è brutale e irreversibile. Contro tutto ciò: le parole. E cosa possono ottenere? Tra il silenzio mortificato e il balbettamento disperato, la poesia s’intestardisce a dire. Il poeta grida o sussurra: sa che tacere

potrebbe sembrare un delitto, un crimine…..”

Alouette è precaria, come lo è il vascello di carta chiamato “IMPOSSIBILE”, ( che allude al viaggio descritto da Renè Daumal nel romanzo “Il Monte Analogo”),  esattamente come lo è “Il Giardino del Poeta”: luogo che esiste solo perché è nominato. Così anche le Isole Fantastiche, che esistono solo nella letteratura.

Sembrano “oggetti” usciti dalle fiabe, invece sono pretesti per raccontare, in modo non troppo drammatico, la realtà nella quale ci troviamo e suggerire che solo la poesia ci può salvare…..proviamo a guardare con gli occhi dell’Angelo !!!!

                                                                                           

( Laura Pitscheider )

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Un pensiero su “ALOUETTE “Un mondo di segni,un mondo di parole”

  1. Mi piace il bosco di carta, coloratissimo, dove vedo il vento mescolare il suo canto con il tuo! Sì, cara Laura, sono d’accordo con te! Solo la poesia può sollevarci da questo mondo maltrattato, vilipeso, dalle infelicità palesi o nascoste.
    Diamo spazio ai giardini dell’anima. Coltiviamo in un angolo un piccolo vivaio dove gettare i semi della pace, per far sì che tutte le alouettes del mondo possano continuare a spargerli. E’ un lavoro duro, costante, che attraversa tutte le stagioni, ora e nei tempi a venire.

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