APPUNTI DI UN INCISORE:LA GRIGNA AL CONTRARIO

 

 

 

Quello che c’incanta, spesso c’incatena è il mistero della passione, della meraviglia : un sentimento ,che ci paralizza invano.

“….Da una possente passione incantato, rimasi sulla riva….” Lo scrive Puskin davanti al mare e vorrei poterlo dire anch’io davanti a una montagna. . . .quella montagna.

 

Immaginate una finestra immensa e affacciata sul lago, dietro la finestra un fazzoletto di casa e davanti la finestra un’immagine stregante :La Grigna.

Eppoi ,immaginate tutti i tipi di nuvole che un pittore vorrebbe fermare: nuvole bianche, rosa, grigie, nere, tonde, striate, evanescenti, gonfie ,minacciose.

E ancora, tutti i tipi di luce: fioca, dorata, tagliente, avvolgente.

Luce di primavera, luce d’autunno, luce d’inverno.. un repentino cambiamento del vento e subito, l’immediato cambiamento dell’atmosfera.  Un quadro vivente, inafferabile e. . . .gli occhi del pittore imbambolati.….il cuore fermo.

Fermo il cuore, ferma la mano!  Quale carta scegliere per ritrarre la montagna ?….quale formato per la tela…? inchiostro …acquarelli ?…matite ?…

Come rendere quell’impassibilità sublime, semplice e sacra nel turbinio dei mutamenti atmosferici ? Montagna crudele!

Narra una leggenda, che dentro di te sia racchiusa una fanciulla bella e crudele ,una guerriera decisa a non farsi conquistare, e di un cavaliere testardo e coraggioso che tu facesti uccidere per non farlo arrivare a te .

Ma nelle notti di luna piena ,quando le stelle tremano e tu sei un’ombra di velluto, un canto avvolge le tue pietre .

Avere te voglio, o morire !”cantava l’innamorato ,e la fanciulla che giace dentro di te ordinò l’esecuzione.  Punita da Iddio, divenne la montagna che sei.

Così, foste avvinghiati per sempre: tu e il suo canto! La tua bellezza e il suo amore… L’incantamento e l’incatenamento.  Non sfuggisti alla passione del cavaliere e lui mantenne la promessa: preferì morire per unirsi a te oltre la vita, oltre la morte.

.Qualcosa di strano però succede ancora ,anche a chi vuole lasciarti .Sei ancora più bella da lontano, perché sei meno minacciosa, anzi rassicuriante.

Perduti  negli Inferni di cemento di una città, attraversando  le monotone pianure di un qualsiasi Nord, o immersi  nell ‘assordante frastuono di un qualsiasi Sud, se qualcuno ha potuto vederti nella luce rosata del tramonto, chiudendo gli occhi può ricordarti e farti riaffiorare nella mente, come una forza risanatrice.

Anche il pittore da lontano, riesce a disegnarti. Prende le distanze da te , ti ricorda meglio.

Dice a se stesso :”No, questa volta non riuscirai a incantarmi!” Prende carta e matita, una cosa qualsiasi …e pensa:

“Una xilografia !  Questo ci vuole, per rappresentare meglio la montagna!” Butta giù uno schizzo veloce.

Prende una tavoletta di legno, non molto dura, sufficientemente morbida da poter essere incisa. Trasporta il disegno su un “lucido”, lo rifinisce accuratamente, sceglie le “sgorbie” e le punte di acciaio per incidere. . . Con gesti sapienti e metodici s’impegna come in una scalata nella roccia ,nel tuo corpo di pietra, per rendere  al meglio la tua soave “asprezza “.

II lavoro è finito!

La tavoletta di legno, ora va inchiostrata, per poter stampare la prima copia su una carta di riso, come nelle vecchie stampe giapponesi.

Lavoro di giorni, esperimento fallito!

Il pittore ,nell’ansia di fermare il ricordo si è dimenticato di rovesciare il disegno, una pratica abituale, perchè una xilografia s’incide “a specchio “.

Così ora il pittore osserva la prima copia tratta dalla matrice incisa e ride del suo errore.

 Sei riuscita a stregarlo ancora!

Scrive il titolo in calce alla stampa “La Grigna al contrario” e pensa che forse deve lasciar trascorrere ancora un pò di tempo fra te e lui.  Il tempo della decantazione

 

                                                                                                                ( Laura Pitscheider)

 LEGGI anche “L’INTRECCIO”Archivato come

“Diario in bianco e nero”

 

2 pensieri su “APPUNTI DI UN INCISORE:LA GRIGNA AL CONTRARIO

  1. e mi hai incatenata!!!attraverso le tue parole la montagna mi è entrata nel cuore. e la tua xilografia sembra pronta a ricevere i colori di chi la sta guardando…per emergere con le tue parole..fioca, dorata,tagliente ed avvolgente.

  2. mi ricorda la montagna Sainte-Victorie, dipinta da Cézanne e Renoir.
    Ho trovato interessante queste domande:”Fermo il cuore, ferma la mano! Quale carta scegliere per ritrarre la montagna ?….quale formato per la tela…? inchiostro …acquarelli ?…matite ?…”

    Ogni tanto me lo chiedo, mi chiedo cos’è che condiziona la scelta di una tecnica rispetto ad un’altra, l’uso della tempera piuttosto che gli acrilici, il legno invece delle pietra.

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