UN ORFANO E UNA MADRE
(Una poesia di Fadwa Tuqan)
E’ provato dalla debolezza
e dai dolori
la gracilità e l’infermità
si sono accanite contro di lui.
Gli arti sono fragili per la malattia,
non riesce a muovere né mano, né piede,
il suo corpo è indebolito
la febbre lo divora.
Sta immobile, volgendo solo lo sguardo
che talvolta si spegne.
Ha sette anni ed è già orfano
la pietà di Dio lo avvolga.
La povertà ne ha indebolito gli occhi
colpendolo sin dallo svezzamento.
Compassione per una madre vedova,
che ha chiuso nel cuore il suo dolore,
evitando di indossare gli abiti neri.
No, non credete che la sua sanguinante
ferita sia guarita.
Ha solo voluto allontanare
Il malaugurio dal suo unico figlio.
Ma quanto soffre il suo cuore !
si veste in bianco, quasi fosse
una colomba di un luogo sacro.
Con passione l’abbraccia.
Il mondo degli orfani,
è l’abbraccio di una madre.
Ne carezza la fronte con la mano
Benché ardesse per la febbre.
Il bambino la guarda silenzioso :
nei suoi occhi c’era un interrogativo :
Oh, se potessi capire cosa egli desidera !
Nella sua anima c’è
Una domanda segreta.
Se avesse chiesto le stelle
si sarebbe adoperata per dargliele,
ogni sua richiesta viene accolta.
Si china per chiedergli un desiderio.
Fissa gli occhi, la bocca si distende
e dice mamma, chissà dov’è mio padre …
non è tornato da quando se ne è andato.
Rivolgiti a lui, chiedigli di tornare;
il mio cuore, se lo vede venire, gioirà.
Non chiedere della sua ferita, come sia;
da ogni parte sgorga il sangue.
Abbraccia il bambino con una mano,
con l’altra asciuga le sue copiose lacrime.
E’ difficile quel che egli chiede.
Come puo’ riportargli il corpo morto ?
Filed under: Poesia, Uncategorized
