A PROPOSITO DEI TAGLI ALLA CULTURA…

 

IL RITORNO DEL DINOSAURO di PIERO DORFLES - ED. GARZANTI

VOGLIO SEGNALARE A TUTTI GLI AMICI QUESTO LIBRO CHE TROVO DI GRANDE ATTUALITA’  E  AIUTA  A DIFENDERCI  DAL CONFORMISMO

«Mi sembrano vecchi quelli che pensano che la conoscenza della storia, della  letteratura del passato, dei processi sociali e culturali che ci hanno preceduto non servano per vivere nel presente. Ci deve essere una strada per coniugare   progresso tecnologico e cultura. E non voglio tornare indietro: voglio andare avanti, in un mondo che abbia più cultura, più consapevolezza, più coscienza di sé.
Mi ribello perché senza ribellione c’è accettazione, e se non ci si riscuote, si soccombe. Se non si riflette, si progetta, si analizza e si critica, allora sì che si è estinti.»
Piero Dorfles


Piero Dorfles appartiene a una generazione che è cresciuta e si è formata prima dell’avvento dei computer. Per certi versi è un dinosauro, anche se non è certo un passatista, o un oppositore del progresso. Tuttavia osserva come il declino del valore della cultura, che trova un terreno fertile nell’espansione delle nuove tecnologie, ha avuto un’enorme influenza sui processi della comunicazione e dell’istruzione, oltre che sulla nostra identità e sui rapporti personali.
Prendendo spunto dal cinema, dalla televisione e dai fumetti, Piero Dorfles ci aiuta a capire come le contraddizioni della modernità rischiano di impoverire la nostra vita interiore e il nostro ruolo sociale. Quello che propone Il ritorno del dinosauro – illustrandoci dall’interno il funzionamento delle istituzioni del nostro paese – è una prospettiva in cui la cultura può rappresentare un antidoto all’involuzione in corso. Perché in un contesto in rapidissima mutazione, solo la cultura – ovvero saper progettare il futuro senza perdere il contatto con le nostre radici – può aiutarci a compiere scelte consapevoli e dare un senso e una direzione alla nostra esperienza.

RIFLESSIONE SU TUTTE LE GUERRE IN ATTO NEL MONDO

Laura Pitscheider,particolare di "Alfabeto di Polvere" opera su carta 2009

                                 UN ORFANO E UNA MADRE

                               (Una poesia di Fadwa Tuqan)

E’ provato dalla debolezza

e dai dolori

la gracilità e l’infermità

si sono accanite contro di lui.

Gli arti sono fragili per la malattia,

non riesce a muovere né mano, né piede,

il suo corpo è indebolito

la febbre lo divora.

Sta immobile, volgendo solo lo sguardo

che talvolta si spegne.

Ha sette anni ed è già orfano

la pietà di Dio lo avvolga.

La povertà ne ha indebolito gli occhi

colpendolo sin dallo svezzamento.

Compassione per una madre vedova,

che ha chiuso nel cuore il suo dolore,

evitando di indossare gli abiti neri.

No, non credete che la sua sanguinante

ferita sia guarita.

Ha solo voluto allontanare

Il malaugurio dal suo unico figlio.

Ma quanto soffre il suo cuore !

si veste in bianco, quasi fosse

una colomba di un luogo sacro.

Con passione l’abbraccia.

Il mondo degli orfani,

è l’abbraccio di una madre.

Ne carezza la fronte con la mano

Benché ardesse per la febbre.

Il bambino la guarda silenzioso :

nei suoi occhi c’era un interrogativo :

Oh, se potessi capire cosa egli desidera !

Nella sua anima c’è

Una domanda segreta.

Se avesse chiesto le stelle

si sarebbe adoperata per dargliele,

ogni sua richiesta viene accolta.

Si china per chiedergli un desiderio.

Fissa gli occhi, la bocca si distende

e dice mamma, chissà dov’è mio padre …

non è tornato da quando se ne è andato.

Rivolgiti a lui, chiedigli di tornare;

il mio cuore, se lo vede venire, gioirà.

Non chiedere della sua ferita, come sia;

da ogni parte sgorga il sangue.

Abbraccia il bambino con una mano,

con l’altra asciuga le sue copiose lacrime.

E’ difficile quel che egli chiede.

Come puo’ riportargli il corpo morto ?

PAROLE SPALANCATE 2010! XVI Festival di Poesia di Genova

"Il canto delle Comete" acquerello. Un opera su carta di Laura Pitscheider

Evgeni Evtushenko, che parteciperà a questa edizione, scriveva che “oggi siamo tutti testimoni di un complotto mondiale della volgarità trionfante contro la squisitezza umana. Però se la volgarità è immortale, lo è anche la resistenza contro essa. La persona che non possiede la poesia dentro sé si trasforma senza rendersene conto in uno zombi”.

SEMINARIO DI XILOGRAFIA A FINE ESTATE

Un esempio di matrice incisa per la xilografia "Madre di mare" di Laura Pitscheider-1998-

La tavoletta di legno è il più antico materiale usato come matrice per la stampa .Nel corso della storia si sono aggiunti al legno anche altri materiali affini come il linoleum,il cartone e le plastiche,che hanno formato il campo specifico delle matrici a rilievo

La diversificazione dei materiali e conseguentemente della tecnica di stampa ,rende questo mondo articolato e variegato e consente risultati diversi e spesso imprevisti. La stampa a rilievo diventa così un sistema dove trovano spazio le esigenze individuali degli artisti,le ricerche contemporanee e le più diverse possibilità espressive.

La Galleria d’Arte contemporanea Spazio 28 organizza il seminario di xilografia che è destinato a chiunque voglia dedicarsi all’arte della xilografia, o desideri migliorare la propria conoscenza della tecnica .
Il seminario di xilografia si terrà dal 13 al 18 settembre 2010 e si svolgerà presso il laboratorio della masseria via San Pietro 43, Luino, Varese, sarà tenuto dall’artista Anna Ferrarini coadiuvata da due assistenti.
Il numero massimo di partecipanti per ogni corso è di 15 allievi.

Verrà rilasciato un Attestato di Frequenza.

 

Termine ultimo per iscriversi è il 30 giugno

PROGRAMMA SEMINARIO XILOGRAFIA

ORARIO: mattina 9-12

               pomeriggio 14-18

1°giorno

  Introduzione alla xilografia, materiali, legno, carta…

  La matrice di legno:la preparazione e l’incisione della tavoletta. L’uso degli strumenti

  Prove di stampa a mano delle differenti fasi di incisione della tavoletta di legno.

  La stampa monocroma con il torchio 

2° giorno

  Introduzione del colore.

  Rapporto tra soggetto e sfondo.

  Stampa a due colori e due matrici

3°giorno 

  La matrice a perdere:stampa a due colori da matrice unica (a incavo ed a rilievo) 

4° giorno

  Progetto per un lavoro individuale ispirato a un testo di Gianni Rodari

  Elaborazione del progetto e prove di stampa a confronto.

5° giorno

  Realizzazione personale della xilografia .

  Organizzazione mostra.  


  18 -19 settembre

 Mostra degli elaborati con apertura al pubblico.

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  Esposizione di sculture nel parco

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  Intrattenimento e aperitivo 

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Info:  spazio28

+39.0332.535964

+39.338.8454952

Masseria di via San Pietro, 43 Luino (Varese)

CREDETECI ANCORA:AMORE A PRIMA VISTA

                                                                                  

Una poesia di Wyslawa  Szymborska ,la poetessa polacca premio Nobel 1996

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

E’ bella una tale certezza

ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima ,credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade,le scale e i corridoi

dove da molto tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

uno “scusi” nella ressa?

un “ha sbagliato numero” nella cornetta?

-ma conosco già la risposta.

No,non ricordano

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava e allontanava,

tagliava loro la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.

Vi furono segni,segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla a un’altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.

Chissà,forse già la palla

tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli

su cui anzitempo

un tocco si posava su un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte,forse,lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

La poesia della Symborska prima del Nobel era tradotta in Italia soltanto dalla Libri Scheiweller,che ne sta proseguendo l’edizione integrale.

 

 

NAVIGANDO VERSO UN NUOVO DECENNIO

Carlo Cioni 2006 "I'son argonauta Argo",100x100 acrilico su tela

INIZIAMO L’ANNO ,PUBBLICANDO IL TESTO E L’IMMAGINE DI UN’OPERA

 DI CARLO CIONI,UNO STIMATO ARTISTA NOSTRO AMICO,AFFINCHE’ SIA

IL VIATICO  VERSO NUOVE  E NOBILI AVVENTURE DELLO SPIRITO.

                               Eterno è il viaggio

                               ed ineffabile

                               rari i compagni via via

                               dietro il loro destino

                               solo e in silenzio

                               l’oceano è la mia casa

                               i’ son Argonauta Argo

                               e il desiderio della goccia

                               diventa l’oceano intero

                               con l’universo mondo delle forme

                               il tempo è fermo

                               i’ son androgino

                               i’ son Argonauta Argo

*(L’immagine evoca l’epopea del mollusco Argonauta Argo che, in assoluta solitudine, attraversa l’oceano con la sua conchiglia al solo scopo di depositare le uova nel luogo che la natura esige)

L’AMICIZIA E’ AMORE ,NEI PENSIERI DI UN GRANDE PERSONAGGIO DELLA NOSTRA STORIA

Laura Pitscheider acquarello tratto da "Ode a Claire" 1996

Laura Pitscheider acquarello tratto da "Ode a Claire" 1996

In questi tempi di “veleni”, tempi in cui,alcune parole sembrano addirittura scomparse dal vocabolario,ci sembra quasi impossibile che alcuni uomini politici come Marco Tullio Cicerone abbiano speso un po’ del loro tempo per parlare dell’amicizia. Si può allora approfittare di una serata estiva per trovare conforto e sollievo, leggendo poche pagine di una piccola dissertazione,intitolata appunto “L’AMICIZIA” che la casa editrice “La Spiga”ha pubblicato qualche anno fa nella collana “Libri di una sera”. Si leggono verità che avevamo dimenticato:”…..Prima di tutto sono convinto che l’amicizia non possa esistere se non tra gli uomini buoni…..” afferma Cicerone facendo parlare Lelio.   Condivido questo pensiero,perché  si  possono allacciare legami anche tra malfattori,ma quelle sono associazioni destinate a scomparire quando finiscono gli interessi comuni.  Ben altra cosa sono i sentimenti che legano due persone e che sono dettate solo dalla forza della concordia. L’indicazione, però, dell’autore di questo piccolo  saggio,è ancora più alta e impegnativa:”……La virtù,intendo dire solo la virtù,favorisce le amicizie e le conserva. Infatti c’è in lei l’accordo completo,in lei la stabilità,in lei la costanza e quando essa sorge,mostra la sua luce,la rimira e la riconosce in un altro,si dirige verso di lui e a sua volta accoglie quella luce che è nell’altro; e da questo arde  sia l’amore che l’amicizia infatti tutti e due i termini derivano da “amare”; amare inoltre non è nient’altro che voler  bene per se stesso a colui che ami  senza alcuna necessità,alcuna ricerca di vantaggio e, anche se non te lo sei posto come scopo detto vantaggio sorge spontaneamente dall’amicizia.”  Sommersi dalla spazzatura televisiva,avviliti dall’osceno spettacolo delle litigate in TV,affranti dalle polemiche di basso livello dei nostri politici, regaliamoci qualche momento di lettura consolante prestando  attenzione al fatto che sono parole che arrivano da molto lontano,ma hanno la forza dell’eternità. Scendono nel nostro animo silenziosamente e ci tengono compagnia in questi  “momenti di basso impero”

Laura Pitscheider

LIBRI CHE CURANO LE FERITE: “Corpo Celeste” di Anna Maria Ortese

p1010189

Libro d’Artista di Laura Pitscheider. “Corpo Celeste” 2007

Coloro che videro il cielo,che mai lo dimenticarono,che parlarono al disopra dell’emozione,dove l’anima è calma. Che non credono,o credono poco ai partiti,le classi ,i confini,le barriere,le fazioni,le armi,le guerre. Che nel denaro non hanno posto alcuna parte dell’anima,e quindi sono incomprabili. Quelli che vedono il dolore,l’abuso; vedono la bontà o l’iniquità,dovunque siano,e sentono come dovere il parlarne .I cercatori di silenzio,di spazio,di notte,che è intorno al mondo,di luce che è intorno al cuore. Questi “diversi”,che vorrebbero semplicemente dare il senso  del segreto umano,e trovare,o indicare,il rapporto di dovere tra vita e vita,non dovrebbero,io penso,essere considerati scrittori moralistici o politici…..”

 

Ci sono libri che si leggono la sera, prima di addormentarsi  e che vorremmo trascinare con noi,nell’oblio del sonno,affinché non ci abbandonino,ma continuino ad alimentare la nostra anima. Sono libri che desideriamo regalare agli amici più cari,per lasciare in loro una traccia del nostro affetto. Piccoli libri così intensi che bisogna leggerli e rileggerli.

Libri che ci regalano istanti di felicità….. Ma che cos’è la felicità se non è condivisa?

Ecco quindi che dal desiderio di condividere questa felicità con gli amici e con coloro che vorremmo che lo diventassero, pubblichiamo questo articolo dedicato a “Corpo Celeste” di Anna Maria Ortese ,edito nella collana della Piccola Biblioteca di Adelphi.

Laura Pitscheider

DIALOGHI VISIONARI INTORNO ALLA DANZA

Maria Luisa Grimani 1996,tratto da "Dialoghi Visionari"

Maria Luisa Grimani 1996,tratto da "Dialoghi Visionari"

Cara Laura,

ci siamo recate a Palazzo Todeschi tu avendo nelle orecchie la Sagra della Primavera di Stravinsky e inseguendo una fantomatica “danzatrice”, io la musica di Menotti “Errand into the maze”, persa nel Labirinto del Minotauro, alla ricerca di un legame con Helios.

Ci siamo dirette, tu istintivamente a destra, nelle stanze affrescate, io a sinistra, quasi dentro le volte bianco-candide; ambedue affascinate dalle belle forme settecentesche del palazzo.

Il mio sguardo non riusciva a staccarsi dai soffitti delle “mie”  stanze ma gi… invidiavo gli stucchi, gli affreschi verde-azzurro e giallo-oro delle “tue” stanze. Presi allora la decisione che mi sarei impadronita delle stanze bianche ma avrei lavorato con i tuoi soffitti. Non mi rimproverare il comportamento da “asso piglia tutto”, ti conosco generosa.

Passato il momento euforico, ho tentato di capire le radici di questa mia passione per i soffitti. Passione che riscopro ogni volta che entro in una stanza antica.

Stento a crederci, ma dopo pochi giorni dalla visita a Rovereto, leggo su Repubblica parte della relazione dello psicanalista junghiano americano James Hillman che ha come titolo “Città, anima, natura” e scopro che “La felicità comincia dal soffitto”.

“Mentre i nostri piedi sono ben piantati al terreno, la sommità della nostra testa penetra nel cielo… Non vi é separazione naturale verso l’alto tra l’umano e il divino “.Anche il soffitto era vissuto come una copertura che ci metteva comunque in relazione con lo spazio sopra di noi.

“Oggi negli ambienti in cui viviamo, uffici, alberghi, officine, aeroporti, condomini  ciò che sta lassù nei soffitti é deprimente, misero…Ciò che sta lassù ha a che fare con il fuoco, il fumo, l’aria insalubre, il rumore, il furto, gli incidenti e la manutenzione” Gli occhi degli uomini sono sempre abbassati, rivolti al terreno. “Che cosa affermano questi soffitti? Che cosa dicono del nostro interno psichico? Se alzare gli occhi é quel gesto di aspirazione e di orientamento verso l’ordine superiore del cosmo, una fantasia che si apre verso le stelle, i nostri soffitti riflettono una visione prettamente secolare-miope, utilitaristica, inestetica.” Ma nel passato non era così: ciò che stava sopra il capo, dal baldacchino, alla cupola  degli antichi Re e Faraoni ai soffitti con travi intarsiate, stucchi, gessi, affreschi, alle volute, agli archi di imponenti cattedrali “L’occhio attraversava un modello affascinante di rapporti ritmici e inerenti, dove la funzione e la bellezza erano inseparabili… Il soffitto metteva in relazione l’uomo con il cielo e gli Dei”.

Ma non é finita, quasi contemporaneamente leggo questa frase ne “Il Padiglione d’oro” di Yuko Mishima:

“Quando guardavo in sù verso il Padiglione d’oro, mi pareva che esso mi penetrasse freneticamente non solo per gli occhi ma anche attraverso la cute della testa: allo stesso modo che il sole, toccandola con i suoi raggi, la riscaldava, e la brezza della sera la rinfrescava d’improvviso”.

Poi la tua lettera con la dedica di un pensiero di Rainer Maria Rilke azzeccatissima e rivelatrice della tua forte sensibilità. Si domanda il poeta, danzare é riempire un vuoto, é tacere l’essenza di un grido, é la vita dei nostri astri presa al rallentatore?

Tutto, proprio tutto, converge nel mio sogno di realizzare una trilogia dello spazio, terra-luna-sole.

Afferro il filo di Arianna e guardo verso l’alto. Mi ritrovo agli albori del mondo, alla nascita del suono, al big bang della danza, ai colori caldi della vita, ai soffitti delle stanze di Laura che danzano.

Brindiamo ai nostri “dialoghi visionari”.

Marisa

 

(“Dialoghi Visionari” è il titolo della mostra esposta al MART di Rovereto nel 1996 ,dalle artiste Maria Luisa Grimani e Laura Pitscheider , nell’ambito del Festival di Danza Contemporanea “Oriente_Occidente” )

UN PENSIERO DEDICATO ALLA DANZA

Tecnica mista 70x100 di Laura Pitscheider,tratto da "Dialoghi Visionari"

Tecnica mista 70x100 di Laura Pitscheider,tratto da "Dialoghi Visionari"

 HO DANZATO CON STRAVINSKY

 Cara Marisa,

sono sicura che non è stato il caso, ma la fede infinita nella musica a farci incontrare davanti al mio  mio lavoro”Concerto Muto”. Se ricordi l’ultima frase che ho scritto nella dedica dice:

“Dedicato a chi non sa cantare,ma con la presenza del suo essere sa restare nelle nostra Musica.”

Sono consapevole che i linguaggi non risiedano soltanto nelle parole e so che le persone “suonano”, così col tempo ho imparato ad ascoltarle  ed accorgermi subito di chi è “stridente”o “stonato”. Era naturale che con una persona musicale come te entrassi in sintonia, così quando mi hai proposto d’iniziare un lavoro che fosse un dialogo visivo intorno alla danza, ho accettato subito.

Dal giorno in cui è cominciato il nostro “dialogo attorno alla danza, però,”non siamo più state sole.

Tu mi parlavi di Martha Graham, mi descrivevi il tuo Giardino dei Segni, io ti raccontavo le mie impressioni dopo l’incontro con Ismael Ivo.

Insieme guardavamo video, ci scambiavamo notizie, emozioni, ma io avvertivo sempre di più la presenza di LEI: La Danzatrice.  Prima, un silenzioso disagio, poi un’ombra fuggente, un volto velato di rosso, infine una presenza palpitante. La Danzatrice ritagliava giorno dopo giorno uno spazio nella mia immaginazione, chiedeva con urgenza un luogo dove esistere: abitava dentro di me.

Mi possedeva, appariva e scompariva, effimera e muta come la Bellezza, pronta ripetere il suo rito,consapevole che ogni rito richiede un sacrificio.  Nasceva nell’ombra, moriva nel Sole, muoveva passi lasciando segni imperscrutabili: semplicemente danzava.

Mi ricordava che nulla si rinnova nella consuetudine, che ogni atto creativo richiede “una piccola morte” Così come lo richiedono il Pensiero, la Storia, l’Amore. La Danzatrice che tutto sa, conosce il Grande Mistero muore e rinasce ora uomo ora donna: essa è la Vita, il Sacro, la Forma infinita dell’Essere.

Ho cominciato ad ascoltarla, a muovere qualche passo con LEI, così nel trascinarti in questa danza e pensando al movimento delle tue Lune e dei tuoi Soli, ti dedico un pensiero di Rainer Maria Rilke, sapendo che lo gradirai moltissimo

 

“Danzare è forse riempire un vuoto,

è tacere l’essenza di un grido?

E’ la vita dei nostri astri rapidi,

presa al rallentatore.

 

(Laura Pitscheider)

 

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